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Venture capital: 2,55 miliardi destinati al Fondo Cdp

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha definito un pacchetto di misure per sostenere e rafforzare il Fondo nazionale innovazione (FNI). Fondo gestito da Cdp Venture capital, la Sgr di Cassa depositi e prestiti, guidata dall’Ad Enrico Resmini. Il Fondo cdp investirà le risorse in modalità di fondo di fondi o di fondo di co-investimento diretto nel capitale di rischio o nel debito di Pmi.

Complessivamente si tratta, di risorse pari a 2 miliardi di euro stanziati dal Ministero in attuazione al decreto infrastrutture, a cui si aggiungeranno 550 milioni di risorse previste dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Alla dotazione finanziaria di 2,55 miliardi per il venture capital italiano, si aggiungeranno ulteriori 600 milioni che il Fondo Cassa Depositi e Prestiti e altri investitori professionali dovranno obbligatoriamente versare. Un valore pari al 30% dell’ammontare complessivo.

Destinazione delle risorse del Fondo Cdp Venture Capital

Le nuove risorse verranno impiegate (attraverso investimenti diretti e indiretti) per:

  • Sostenere gli operatori del Venture capital, anche attraverso il potenziamento dell’attività di investimenti indiretti in fondi;
  • La promozione di iniziative a favore dei processi di transizione ecologica e digitale delle PMI italiane e delle filiere chiave;
  • La creazione di nuovi strumenti di equity e debito per le startup in fase avanzata di sviluppo;
  • Il rafforzamento del sostegno alle startup nelle fasi iniziali anche attraverso poli di trasferimento tecnologico e programmi di accelerazione.

Il decreto attuativo prescrive che: una quota pari ad almeno 300 milioni venga destinata al Fondo Digital transition fund, missione 4 “Istruzione e Ricerca” del PNRR. Che sarà istituito per operazioni volte a favorire in particolare le filiere di intelligenza artificiale, cloud,  assistenza sanitaria, Industria 4.0, cybersicurezza, fintech e blockchain. Il target sarà focalizzato per la creazione di nuove startup e a supporto di scale-up;

Mentre una quota pari a 250 milioni, venga destinata al Green transition fund, appartenente alla missione 2 “Transizione ecologica” del PNRR. Il quale dovrà concentrarsi sugli investimenti per la riconversione e la transizione, in chiave ambientale, delle filiere energetiche e produttive nazionali.

Per entrambi i fondi, “Digital transition fund” e “Green transition fund”, dovrà comunque essere assicurata la quota minima del 40% per operazioni al Sud e il rispetto della clausola europea DNSH, cioè l’obbligo di non arrecare danni all’ambiente.

Per il Futuro

Ci aspettiamo che questo tipo di investimento statale mobiliti altri investimenti, sia pubblici che privati, per almeno 3 volte quanto messo a disposizione.

Con le nuove risorse a disposizione, CDP Venture Capital potrà diventare uno degli attori di riferimento del contesto economico nell’ottica del sostegno all’imprenditorialità e ai progetti strategici a medio e lungo termine. Questo farà del Venture Capital sempre più un asset class alla quale dovranno guardare anche player come casse di previdenza, fondi pensione e tutto il settore del risparmio gestito.

In termini economici questi sono risultati importanti per lo sviluppo e la crescita dell’economia italiana, che ci auguriamo possano far recuperare il gap con paesi simili al nostro come Francia e Spagna. Questi primi risultati raggiunti sono arrivati dopo un lungo confronto che ha sviluppato la sinergia tra Mise e Cdp per concretizzare risultati in termini di crescita delle startup e delle PMI innovative.

Le rilevanti risorse messe a disposizione dal governo in un periodo così particolare, accompagneranno le imprese verso la vittoria delle sfide attuali. Sfide che, se non affrontate nei giusti termini e con lungimiranza, lasceranno sul suo percorso ingenti danni in termini di aziende chiuse e persone senza lavoro.

Il Fni si pone la mission di rendere il sistema del venture capital un asse portante dello sviluppo economico e dell’innovazione dell’Italia. Siamo certi che quest’opportunità sarà preziosa per le Imprese Italiane, che potranno cogliere solo se riusciranno a sviluppare una adeguata pianificazione strategica.



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