Quotazione AIM: come e perché

113 società quotate in 13 settori diversi, capitalizzazione complessiva di €7.7mld, +83% rispetto lo scorso anno, e una raccolta derivante da IPO pari a €3.7mld, questi alcuni numeri del mercato AIM Italia. L’acronimo sta a significare Alternative Investment Market, una via intermedia tra il mondo delle imprese private e quello delle aziende quotate in Borsa. Si parla di Multilateral Trading Facilities (MTF), ovvero sistemi di negoziazione di titoli gestiti da Borse nazionali, come nel caso di AIM Italia, ma con la peculiarità che non sono sottoposti alla vigilanza delle autorità.

Perché quotarsi?

È una scelta da tener presente per le società con una consistente dimensione proiettate ad una propria crescita, traendo importanti benefici. Altri segnali che portano alla quotazione di una PMI sul mercato AIM derivano innanzitutto dal mercato stesso che è pronto a ricevere nuove offerte, quindi gli investitori son disposti a finanziare le società che necessitano di capitale. Ulteriore aspetto da considerare è il settore di riferimento, se in crescita, un’eventuale quotazione può solo ridurre i tempi di crescita e guadagnare una quota mercato maggiore. Inoltre, se una PMI dovesse quotarsi prima del 2020 può godere del credito d’imposta introdotto dal governo Gentiloni per un importo massimo di €500.000 per ogni società.
Il mercato AIM è composto prevalentemente da investitori istituzionali, per lo più esteri. L’aspetto chiave è la volontà nel mantenere le azioni fino alla realizzazione del progetto annunciato in fase di Ipo, non considerando fermamente il gain sulla vendita delle azioni anticipatamente.
In più da quando sono nati i Pir – inizio dello scorso anno – i fondi hanno aumentato la loro esposizione sul mercato AIM, detenendo un 25% del segmento di riferimento.

Quali i requisiti per la quotazione?

I requisiti sono davvero minimi in quanto non è prevista una capitalizzazione minima o massima dell’azienda, però è prevista una soglia minima di azioni sul mercato in termini di flottante pari almeno al 10%. Altri elementi necessari sono:

  • Un bilancio certificato;
  • Un documento di ammissione;
  • Un sito web aziendale;
  • Flusso di informazioni al mercato non eccessivo, ovvero non sono dovute relazioni trimestrali;
  • Comunicazione obbligatoria di informazioni privilegiate.
  • Identificazione di un Nominated Adviser che segua la società soprattutto durante il percorso di quotazione.

I consigli di Blue Ocean Finance

Investire in equity, considerando gli attuali scenari macroeconomici e i tassi di interessi che caratterizzano gli ultimi tempi, può essere ancora profittevole, il numero degli investitori aumenta e il mercato ha maggiore liquidità, dovuto anche all’impatto dei fondi Pir. Per questo motivo i processi di quotazione proseguono, aumentando di anno in anno. Infine, un’importante novità saranno gli Eltif (European Long Term Investment Funds), ovvero fondi che dovranno supportare Pmi non quotate oppure quelle quotate ma con una capitalizzazione inferiore a €500.000. Se utilizzati correttamente, potranno creare un valore aggiunto alle società che decideranno di quotarsi per la prima volta su AIM.

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