Tutto quello che devi sapere sul Crowdfunding

Hai già investito know-how, tempo e soldi nel tuo progetto. Nonostante i diversi finanziamenti già richiesti, realizzi che non è abbastanza. Non disperare! Nell’epoca “Internet 2.0” tutto è possibile, anche la raccolta di capitali.

Ogni soggetto che ha una valida idea e un buon progetto di carattere economico, sociale, culturale o benefico richiede al pubblico (crowd), tramite una piattaforma, ovvero un sito internet, somme di denaro, anche di un ammontare relativamente basso, per sostenere il proprio progetto (funding). Anche se il crowdfunding nasce per poter concedere fondi necessari a quelle idee che non godono dei privilegi per accedere al credito bancario, ad oggi il modello di raccolta fondi via web si è sviluppato concentrandosi sull’idea che è il mercato stesso a scegliere i suoi prodotti.

Oggigiorno il Crowdfunding si differenzia per area geografica o interesse, come ad esempio Crowdarts per l’arte o Musicraiser per gli album di artisti emergenti. Inoltre ci sono diversi modelli in base all’iniziativa del progetto:

  • Lending based, trova la sua forma generalmente su micro-prestiti sia persone fisiche sia persone giuridiche;
  • Donation based, è una vera e propria raccolta fondi per attività non a scopo di lucro;
  • Reward based, in cambio di una somma in denaro – che può essere di diversi “tagli” – una ricompensa non monetaria proporzionale al tipo di offerta ricevuta: il premio viene definito come un riconoscimento immateriale;
  • Equity based, in questo modo si diventa soci della società con i relativi obblighi e doveri, attualmente è l’unica forma regolamentata in Italia dalla Consob.

Normativa: le piattaforme devono essere iscritte nella sezione ordinaria della Consob a loro dedicata e devono essere supportate da banche di investimento che provvederanno a perfezionare la sottoscrizione di capitale. Oltre alla tutela della MIFID, al contrario di tutti gli altri paesi europei, le Start Up che in Italia oggi ricorrono all’Equity Crowdfunding godono di un sistema regolamentato e un ambiente affidabile grazie alla Consob e al decreto legge 279/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) o meglio conosciuto come “Decreto crescita bis – Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”. Inoltre gli investitori nelle StartUp e nelle PMI innovative godono di una detrazione fiscale del 30% sugli investimenti.

Ma come si redige una campagna di Crowdfunding?

In primis bisogna scegliere la piattaforma più adatta alle tue esigenze su cui pubblicare un’idea dettagliata del progetto, definendo tempi, modi e il requisito minimo di capitale necessario per avviare l’attività, ma soprattutto il motivo per cui si richiedono dei fondi che dovrà essere sposato dai donatori/investitori. Ovviamente, nel caso di equity crowdfunding tutti i sostenitori vengono adeguatamente informati della rischiosità dei loro investimenti, gli orizzonti di medio termine e le principali norme tra cui anche il divieto per le StartUp di distribuire utili per i primi 5 anni.

Cosa succede quando termina la campagna?

Appena si raggiunge l’obiettivo prefissato dagli ideatori, la piattaforma invia alla società i fondi raccolti e i dati dei partecipanti. Inizia a questo punto il lavoro effettivo dell’ideatore che ha ricevuto i finanziamenti che è tenuto a dare aggiornamenti sullo stato avanzamento lavori fino alla sua conclusione – di norma anche il post vendita.

Se non si raggiunge l’obiettivo?

In caso di fallimento del progetto perché non viene raggiunto il minimo richiesto, tutte le somme vengono restituite ai sostenitori, come se nulla fosse successo. Nulla è dovuto né alla piattaforma né ai creatori della campagna.

In Italia…

I portali di riferimento di equity crowdfunding in Italia sono circa una ventina tra cui citiamo Nextequity, Mamacrowd e Starsup, basta pensare che solo nel 2016 sono stati raccolti oltre 91 milioni di euro tra tutti i progetti presentati e andati a buon fine.

In sintesi…

Il Crowdfunding è nel mezzo del punto di vista del popolo, per questo motivo si possono raggiungere tutti i capitali possibili, l’unico limite è la fiducia che ogni azienda e/o progetto riesce ad infondere nel pubblico. Ovviamente nel crowdfunding anche un minimo contributo può fare la differenza, realizzando un sogno in realtà.

Questa è la direzione dell’economia 2.0 e il crowdfunding è solo un tassello di questo enorme puzzle!

 

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