Analisi di bilancio e rating

In poche righe vogliamo capire in che modo le banche valutano le imprese, quali parametri considerano e come possiamo migliorare gli output finali.

Procediamo con ordine.

Le Banche devono avere un requisito patrimoniale minimo di equity per poter concedere un credito. Ovviamente non tutti i finanziamenti sono uguali, alcuni soggetti sono più solidi di altri, quindi il requisito patrimoniale sarà inferiore in base al richiedente che possiamo dividere in quattro tipologie dal più solido al meno solido: Stato Italiano, Banca Italiana, Mutui ipotecari ad imprese/privati, Imprese privati.

Un’ulteriore diversificazione la dobbiamo fare anche nell’ultimo categoria, in quanto ci sono imprese più solide, quindi più ‘meritevoli’ e altre meno.

Ma secondo quali principi un’impresa è più solida di altre?

Il primo elemento che si deve considerare è il rating assegnato ad ogni azienda, con la seguente classificazione:

  • I soggetti definiti come Junk non sono finanziabili;
  • Le imprese che hanno un rating pari a CC richiedono una maggiorazione nel requisito patrimoniale delle banche;
  • Con un rating di BBB identifichiamo una situazione intermedia, quindi con un requisito comunque relativamente alto;
  • Infine i migliori rating possibili sono A+ e AAA con un requisito patrimoniale basso rispetto ai rating precedenti.

Negli ultimi anni le banche non si basano soltanto sul rating, utilizzano un ulteriore procedimento in cui considerano diversi ratios che permettono alle banche di capire la sostenibilità del progetto presentato per richiedere il credito.

Abbiamo parlato diverse volte del rating di un’impresa, ma da cosa è formato?

Negli anni si è fortemente modificata la struttura che compone il rating di un’impresa, i tre ‘pilastri’ su cui si basa sono:

  • il rating qualitativo che identifichiamo nel management, la storicità dell’impresa e le valutazioni soggettive che negli anni si è attestato al 5%;
  • il rating quantitativo che si forma sulla base dell’analisi di bilancio, gli indici e i cash flow con la fetta più grande pari al 50%;
  • il restante 45% è il rating andamentale, ovvero la Centrale Rischi/CRIF, il conto corrente ed eventuali eventi pregiudizievoli.

A questo punto sembra ovvio che con buoni ratios e un ottimo rating la banca sarà molto più incentivata ad elargire un credito con un ammontare più elevato e una durata più lunga. Quindi il compito di ogni impresa dovrebbe essere quello di migliorare gli output per essere quanto più ‘meritevole’ possibile. È un lavoro lungo e complesso che grazie all’aiuto di professionisti esperti del settore può risultare più rapido e meno faticoso, identificando in poco tempo gli elementi da migliorare all’interno del complesso aziendale.

 

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