Categorie di quote in S.r.l.

L’atto costitutivo di una start-up innovativa costituita in forma di s.r.l. può prevedere una o più categorie di quote di partecipazione, fornite di diritti diversi e che, nei limiti imposti dalla legge, possa determinarne liberamente il contenuto. Alle s.r.l. ordinarie non è permesso creare categorie di quote oggettivamente determinate.

I soci di s.r.l. innovative possono invece attribuire diritti speciali non solo alla persona del singolo socio (come già avviene per le s.r.l. ordinarie), ma come accade per le S.p.A. anche a un’intera categoria di quote individuate. In questo modo si è favorito il reperimento di capitali strumentali allo sviluppo.

Dunque, i soci possono creare con grande libertà categorie di quote dotate di diversi diritti patrimoniali e/o amministrativi. Si tratta di caratteristiche che incidono principalmente sul diritto agli utili o alle perdite, sul diritto di voto in assemblea e di nomina degli organi sociali, ma non solo. Si pensi, ad esempio, a categorie di quote che attribuiscano il diritto di recesso dalla società a particolari condizioni, o gravate da particolari limitazioni alla circolazione.

Inoltre, è possibile prevedere la creazione di categorie di quote:

  • che non attribuiscano diritti di voto;
  • che attribuiscano diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione detenuta dai soci;
  • che attribuiscano diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni.

Pertanto, generando in maniera adeguata il contenuto delle categorie di quote, i founders oltre a neutralizzare il potere di voto in assemblea dei soci investitori, potranno eliminare il rischio di subire un’eccessiva ingerenza nella governance dell’impresa, evitando controlli che potrebbero rallentare il business.

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